UN PO’ DI FIRENZE…. Tanta la paura che…

Intorno al 1400, viveva in Via Ricasoli, al tempo Via del Cocomero, un fiorentino di nome Anselmo, che veniva assalito spesso da un incubo: sognava di essere inseguito e divorato dal un leone.
Da sempre era quindi terrorizzato da ogni specie di felino, anche dai gatti domestici!
Parenti e concittadini cercavano di fargli superare questa fobia suggerendogli di vedere da vicino i leoni che venivano tenuti in gabbia dietro Palazzo Vecchio e che erano il simbolo della Repubblica Fiorentina.
A niente valsero i tentativi di ragionamento, la paura era più forte.
Fino a che un giorno, una specie di odierno psicologo, gli suggerì di prendere confidenza con gli animali “finti”prima di tollerare quelli veri.
Proprio in fondo alla via dove abitava, si vedeva una delle porte laterali del Duomo, chiamata proprio la porta dei leoni: infatti, ai lati, c’erano e ci sono tuttora, un leone ed una leonessa in marmo, a far da guardia. Il “cerusico” consigliò il povero Anselmo di infilare una mano nella bocca spalancata di uno dei due felini, per sconfiggere una volta per tutte la sua immensa paura.
Accompagnato dalla moglie, dai figli e da tutti i cittadini di Via del Cocomero, si fece coraggio, salì i gradini fino al felino marmoreo e, con un profondo respiro, infilò la mano nella sua bocca…sfortuna volle che, dentro le fauci del felino, ci fosse uno scorpione che, manco a dirlo, pizzicò il dito dello sciagurato. Anselmo, certo che fosse stato il leone, morì, ahimè, non per il morso ma di crepacuore!